IL PRESIDENTE DI TUTTI GLI ITALIANI: NAPOLITANO? NO. SANDRO PERTINI

PERTINI

napolitano-berlusconi-schifani

INTERPRETAZIONE DEL SENSO MORALE DI DUE PRESIDENTI

Voglio riportare parte di una intervista fatta da Oriana Fallaci e pubblicata sul suo sito al Presidente Pertini:

“………Omissis……….

Un cattivo politico?
Sì. In politica bisogna essere freddi, bisogna essere cinici. Io non sono né freddo né cinico e di conseguenza… Le racconto una cosa sola. Nel 1929 mi denunciò un fascista: Icardio Saroldi. Mi riconobbe per strada, mi fece seguire, arrestare, e fu in quell’occasione che rimasi dentro quindici anni. Tutta la mia giovinezza, cara Oriana. In carcere ci sono andato coi capelli neri e ne sono uscito coi capelli grigi. Ebbene, nel 1945, subito dopo la liberazione di Milano, giunge un corriere politico da Savona e mi dice: «Icardio Saroldi è stato preso e stanno per fucilarlo». «Per quale ragione stanno per fucilarlo?», chiedo. «Perché ti ha denunciato nel 1929», risponde. «Ah, no! Se è per questo, no. Mi oppongo. Sarebbe una vendetta personale e di vendette personali io non ne ho mai volute. Io la lotta l’ho sempre vista nel suo complesso, non come lotta al singolo.» Poi do ordine di liberarlo e, qualche tempo dopo, costui manda sua moglie a ringraziarmi. Esauriti i ringraziamenti, questa moglie mi dice: «Posso chiederle un altro favore?». «Prego, signora, si figuri.» «Ecco, le dispiacerebbe farmi una dichiarazione dove afferma che mio marito non la denunciò?» Mi arrabbiai. Gridai: «No, signora, no, io sono buono ma due volte buono significa imbecille». La mandai via e… poi Saroldi entrò nel Movimento sociale. Mi spiego? Un altro non se la sarebbe presa come me, non si sarebbe meravigliato. Io invece ne soffro e mi irrigidisco… Un po’ la storia del questore Guida. Lei sa che al presidente della Repubblica, della Camera, del Senato, spetta viaggiare col saloncino, che poi è una vettura speciale attaccata al treno. Sicché vado a Milano e, quando il saloncino è fermo su un binario morto perché sto facendo colazione, il mio segretario dice: «Il questore Guida ha chiesto di ossequiarla, signor presidente». E io rispondo: «Riferisca al questore Guida che il presidente della Camera Sandro Pertini non intende riceverlo». Mica perché era stato direttore della colonia di Ventotene, sa? Non fosse stato che per Ventotene, avrei pensato: ormai tu sei questore e voglio dimenticare che hai diretto quella colonia, che vieni dal fascismo, che eri un fascista. Perché su di lui gravava, grava, l’ombra della morte di Pinelli. E a me basta che Pinelli sia morto in quel modo misterioso quando Guida era questore di Milano perché mi rifiuti di accettare gli ossequi di Guida. Oriana, io non sono capace di far compromessi!”.

……….omissis……..

Dunque vediamo: Pertini perdona l’uomo che lo ha denunciato facendogli perdere quindici anni di giovinezza perchè a quei tempi erano tutti fascisti e quindi appartenenti ad una ideologia politica, ma non perdona il Questore Guida non ricevendolo soltanto perchè “su di lui gravava, grava, l’ombra (dubbio n.d.a.) della morte di Pinelli. Poi si rivolge alla Fallaci e le dice con orgoglio “Oriana, io non sono capace di fare compromessi”.

Che dire di Napolitano: Lui riceve al Quirinale, dove ha alloggiato Pertini, un pregiudicato frodatore fiscale conclamato ed è in attesa di più giudizi penali. E visti i governi che lui ha contribuito a far nascere, possiamo dire che è il “Principe” del compromesso.

Ancora l’intervista:

…….omissis…….

Insomma, Pertini, lei è ancora l’uomo che fece pianger sua madre perché aveva chiesto la domanda di grazia.
Lo stesso uomo, lo stesso! Se una cosa va contro la mia coscienza, io non ci sto. Per esempio, quando ci fu da firmare il telegramma dei presidenti delle assemblee europee alla giunta cilena. Era un telegramma duro ma finiva con le parole: «Vogliate-credere-ai-sentimenti-della-nostra-alta-considerazione ». Saltai su e: «Cos’è questa storia?». «Non vuol dire nulla, si tratta di politesse française», risposero. E io: «C’è anche la politesse italienne. Io non firmo». Allora telefonò Edgard Faure, il mio collega francese. Uomo spiritoso, simpatico, scrittore di romanzi gialli. «Pertini, quella formula.» E io: «No, caro collega, no. Io l’alta considerazione non gliela do a quegli assassini che hanno ammazzato Allende, a quei criminali che hanno dimenticato perfino cos’è un giuramento per gli ufficiali d’onore». «Ma noi teniamo alla sua firma, Pertini.» «Se ci tenete, togliete l’alta considerazione. » Bè, la tolsero. Il telegramma partì come volevo io. E qui dentro mi comporto nello stesso modo. Perché, mi ascolti, Oriana: finché sono presidente lo sono nei termini voluti della mia coscienza e, se cercano di costringermi a fare qualcosa che non mi convince, me ne vado. Do le dimissioni. Subito. Io nel mio discorso di insediamento ho parlato della Resistenza e ho detto le cose chiaro e tondo: dinanzi ai fascisti. Durante le interrogazioni sul Cile ho commemorato Allende con un discorso assai forte: dinanzi ai fascisti. Dopo i fatti di Praga ho commemorato Jan Palach: dinanzi ai comunisti. Ho anche reso omaggio ad Alessandro Panagulis quando i colonnelli lo hanno condannato a morte. E ho detto cose per cui si sono alzati tutti in piedi: dai comunisti ai fascisti. Lo stesso per Palach. Lo stesso per Allende… Sì, Oriana: sono ancora l’uomo che fece piangere sua madre perché aveva presentato domanda di grazia.”……omissis………

Questa è la parte, secondo mio modesto avviso il passo più qualificante e che mi piace di più, in cui si riscontra l’orgoglio di essere italiano: non piegare mai la schiena di fronte alla tirannìa nemmeno per chiedere la grazia e poi, una volta salito sullo scanno più alto di Montecitorio, condannare la tirannìa ovunque fosse annidato, sia a destra che a sinistra.

In questo passo si evidenzia l’invasione della Cecoslovacchia e la morte di Jan Palach. Invasione auspicata, tollerata e giustificata allora con tutti i pretesti inconfessabili dai dirigenti del PCI di allora, tra cui spiccava il nome di Napolitano. Lo stesso dicasi per l’invasione sovietica dell’Ungheria.

Molto ci sarebbe ancora da dire, ma vi lascio leggere l’intera intervista ecco il link:  http://www.oriana-fallaci.com/pertini/intervista.html.

 

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