LO SCIPPO SECONDO……..DON ANTONIO.

POTERE TEMPORALE E POTERE SPIRITUALE – LA BRECCIA DI PORTA PIA PUO’ CONSIDERARSI LO SCIPPO DEL POTERE TEMPORALE ALLO STATO DEL VATICANO?

 

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Nella ricorrenza della festa repubblicana mi è ritornato in mente uno scritto di Don Antonio Sciortino, Direttore del settimanale Famiglia Cristiana, in risposta ad una lettera di un lettore che faceva notare, in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, come i “cattolici” dell’epoca poco contribuirono alla creazione di una ITALIA UNITA.
Don Sciortino conveniva con il lettore ma ha cercato di spiegarne le ragioni.
Premesso che lo scrivente ha riportato in questo blog il pensiero, libero da condizionamenti dal Vaticano, di Don Antonio in aperto dissenso, anzi criticando fino a paventare la cacciata dalla direzione del giornale, con i Cardinali Bagnasco e Bertone, purtuttavia devo dissentire dalle motivazioni addotte nell’articolo.
Prima di illustrare le motivazioni di Don Sciortino e motivare il mio diisenso che è politico-religioso è opportuno spiegare il significato ed il peso materiale e politico del cosiddetto “POTERE TEMPORALE” e cosa lo differenziava dal cosiddetto “POTERE SPIRITUALE”
La dizione “POTERE TEMPORALE” si usa generalmente per definire quel periodo storico in cui il Papa, oltre ad essere il Capo Spirituale di una Nazione, era anche il capo materiale ovvero Re. Ecco l’appellativo che veniva dato in quel tempo a chi deteneva entrambi i poteri, spirituale e temporale-materiale, di PAPA-RE.
Il primo atto di questo potere lo si fa risalire all’Imperatore Costantino che fece dono alla Chiesa di una grande quantità di beni materiali. Ma la totalità degli storiografi fa coincidere l’inizio del Potere Temporale della Chiesa con la “donazione di Sutri”. Trattasi di una cessione di territorio da parte del Re Longobardo Liutprando al Papa Gregorio II° nel 728.

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Mentre per “POTERE SPIRITUALE” s’intende l’autorità del Papa su tutto ciò che riguarda la religione, cioè lo spirito e l’anima ed il mantenimento degli insegnamenti tramandatici da Cristo ed dai suoi Apostoli Pietro e Paolo.
E’ evidente che unendo i due poteri, cioè autorità su ciò che è materiale con ciò che e religioso, il Papa era più potente dei re e degli imperatori. Questo strapotere ha causato guerre fra lo Stato-Chiesa e gli altri Stati nell’arco dei secoli.
Nei tempi dei tempi, e fino alla fine dell’ottocento l’arma micidiale dell’autorità papale nel campo religioso era la scomunica, perchè a questo provvedimento seguiva l’incarcerazione nelle segrete dello Stato del Vaticano e conseguente confisca di tutti i beni del malcapitato.
Mentre con la causa dell’evangelizzazione dei popoli, il Papa dei secoli scorsi, avvalendosi di eserciti amici, ha provveduto ad erigere cattedrali in Perù, Colombia, Guatemala e Messico dopo aver provveduto all’estinzione, o perlomeno contribuito, di antiche civiltà come quella Azteca, Maya ed Inca.
Per sommi capi siamo arrivati al nostro Risorgimento.
Nel periodo che va dalla Terza Guerra d’Indipendenza e fino all’Unità d’Italia (1848-1861) ci sono stati molti eroi che hanno combattuto contro lo strapotere della Chiesa ed hanno pagato con la vita IL LORO ARDIRE. I nomi sono sui i libri di storia che si vorrebbe abolire. Il periodo più cruento e più doloroso per un Cattolico credente e praticante è quello che va dal 1861 alla breccia di Porta Pia del 20 Settembre 1870: data che determina la fine del Potere Temporale dello Stato-Chiesa con l’annessione delle regioni sotto controllo papale al regno d’Italia.
In questo periodo era forte l’irredentismo romano: ancora più forte e feroce era repressione Vaticana.
La città di Roma è costellata di strade intitolate ai caduti dell’Inquisizione.
Tra i più noti annoveriamo Monti e Tognetti e Simoncelli concittadino di Papa Pio IX.

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Dopo questo breve exscursus storico ecco le domande: possiamo considerare uno scippo l’annessione dei territori papali al Regno d’Italia? E’ giusto l’appellativo al capo supremo dello Stato-Chiesa di PAPA-RE? E’ possibile togliere la parola Papa dal binomio? Quale potere deriva all’autorità Papale secondo la nostra RELIGIONE CRISTIANA?

Rispondendo a queste domande si vedrà che la breccia di Porta Pia non ha decretato lo scippo, ma ha dato l’opportunità alla Chiesa di ritornare alle origini. A seguire e mettere in pratica gli insegnamenti di Paolo di Tarso e continuare la strada da Lui tracciata.

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Io non considero la “breccia di Porta Pia” uno scippo: si ha uno scippo quando ad una persona viene tolta con violenza una qualche cosa in suo possesso. Nella fattispecie io lo potrei definire al massimo un “esproprio”. Ma secondo voi la Chiesa era titolata ad esercitare l’autorità sulle cose espropriate? Secondo me no. GESU’ CRISTO ci ha insegnato a non considerare le cose materiali, ma quelle spirituali.
Il POVERELLO DI ASSISI lo ha messo in pratica questo insegnamento: si è spogliato di tutti i suoi averi financo dei suoi vestiti per poi indossare un sacco di juta. Ecco perchè la Chiesa esercitando il potere temporale ha deviato dalla strada MAESTRA. Nonostante i Santi fondatori della Chiesa!!!!

Francesco
Ancora: l’appellativo di Re in aggiunta al Papa fu dato perchè come il Re e l’Imperatore il Papa-Re aveva il potere di vita e di morte dei sudditi (non fedeli). Infatti l’ultimo Papa-Re Pio IX non fece nulla pere salvare il concittadino Simoncelli dal patibolo.

Inoltre: se togliamo la parola Papa al binomio di Papa-Re vediamo che tutti i Papa-Re si sono spogliati dell’investitura di Successore di Pietro e si sono comportati da Re.

Quale potere allora deriva dall’autorità papale? IL POTERE SPIRITUALE dato da GESÙ CRISTO nell’investitura di Pietro a CAPO SPIRITUALE della Chiesa. Potere tramandato ai successori fino ai giorni nostri.

Ecco perchè, secondo il modesto avviso, la breccia di Porta Pia non deve considerarsi uno scippo, bensì l’opportunità, l’occasione ed il motivo in pù per ritornare alle origini: curare le ferite dell’anima e non a quelle del corpo.

Spiace constatare che ancora nel terzo millennio l’episodio del 20 Settembre del 1870 viene ancora vissuto come una pagina di brigantaggio senza considerare le nefandezze perpetrate nel periodo precedente sotto il dominio assolutistico del Papa-Re.

La mia amarezza di cattolico praticante è mitigata dalle parole di scuse per i periodi bui vissuti dalla Chiesa dette da Papa VOJTYLA rivolte urbi et orbi.

Papa Wojtyla

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