IL SULTANATO DI BUNGANOPOLI

REDDE RATIONEM DEL GRAN SULTANO BUNGA-BUNGA
Bokassa

In questa sede voglio aprire una parentesi sul significato della locuzione “redde rationem”, perchè la spiegazione si attaglia perfettamente al nostro caso.

La locuzione “redde rationem”, come si evince, deriva dal latino e significa, tradotto letteralmente, “rendimi conto” . E’ tratta dal Vangelo secondo Luca 16,2.
L’evangelista cita, per far capire che tutti saremo chiamati a rendere conto del nostro operato davanti al Dio dell’Universo, di un uomo ricco che aveva affidato i propri beni in amminastrazione ad un amministratore. Quando gli giungono all’orecchio degli strani modi allegri di amministrare il suo patrimonio, lo chiama davanti al suo cospetto e gli chiede conto del suo operato dicendo: “redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare”. Tradotto letteralmente significa: “Rendimi conto della tua amministrazione, perchè non potrai più amministrare”.

Cito le parole dell’Evangelista come è riportato dal Vangelo C.E.I.: “Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.”

Il G.I.P. ha deciso: il Gran Sultano Bunga-Bunga va processato immediatamente perchè ci sono prove inconfutabili e riscontri oggettivi che nel suo harem ci sono state minorennmi di cui lui, uomo ricchissimo, ha comprato i favori femminili. DEVE RENDERE CONTO DELLA SUA AMMINISTRAZIONE.

E’ stato composto il Collegio Giudicante: Presidente una donna, Giudici a Latere due donne. Bisogna sgombrare il campo da ogni illazione: non sono state nominate di proposito, ma sono state estratte a sorte come ogni volta che bisogna comporre un collegio giudicante.
Però viene da pensare al FATO: si è servito delle donne e l’Altissimo ha fatto sì che siano tre donne a servirlo……..di barba e capelli (trapiantati).
Io mi permetto di dire parafrasando un detto antico sulla Donna delle Donne: ciò che NON poterono gli uomini (a sconfiggire il Male) riuscì ad una Donna (Maria Vergine).

Vuoi vedere che questo Governo innominabile viene fatto cadere da una Giudice donna, visto la latitanza di una opposizione divisa ed incapace?

A proposito del Collegio Giudicante il Cardinale Bagnasco ha parlato di “Nemesi”. Vediamo il significato della parola e poi discutiamo se è stato duro oppure no. E se è stato duro perchè ha parlato con una parola di origine greca, perchè la parola deriva dal greco, e non chiaramente?

Nemesi viene dal greco νέμεσις (nèmesis), derivato dal verbo νέμω (nèmo, “distribuire”), dalla radice indoeuropea nem-.

Nemesi

La parola viene usata con il significato di “sdegno”, “indignazione”, da scrittori come Omero (Odissea) ed Aristotele (Etica Nicomachea), mentre ha il significato di “vendetta”, “castigo” per scrittori come Erodoto, Claudio Eliano (Varia historia) e Plutarco. Nella Theologumena arithmeticae di Giamblico ha il valore numerale di 5.

La parola ha il valore di “giustizia compensatrice” o “giustizia divina”. Infatti originariamente la dea greca distribuiva gioia o dolore secondo il giusto, e quindi con nemesi si intende evento, situazione negativa che segue un periodo particolarmente fortunato come atto di giustizia compensatrice distribuito dal fato. L’idea che soggiace al termine è che il mondo risponda ad una legge di armonia, per cui il bene debba essere compensato dal male in egual misura. (Fonte: Wikipedia).

Come si evince, se vogliamo intendere il senso etimologico nel modo più blando saremo d’accordo con Aristotile allora con la manifestazione del 13 febbraio le donne tutte erano indignate e sdegnate; se invece lo avogliamo intendere con Plutarco ed Erodoto, e ci sta tutto, diciamo che il Fato, o l’Onnipotente, attraverso il Collegio Giudicante composto da donne ha voluto castigare il Gran Sultanno Bunga-Bunga e si è voluto vendicare della condotta amorale e senza freni del satrapo.

E la C.E.I. ancora una volta usa un termine di origine greca dai più svariati significati e sconosciuti ai cittadini che non hanno modo di informarsi per non pronunciarsi chiaramente.
Ma nella “nemesi” vaticana c’è una profetica premonizione: la giustizia divina è vicina: la Sodoma e Gomorra di Arcore sarà distrutta dall’Arcangelo distribuendo dolore a chi fino ad ora ha gioito a spese del popolo.

 

San michele

 


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