DEMOCRAZIA – OLIGARCHIA – DITTATURA

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Come ho scritto sui blog http://nolodocasta.blogspot.com/ e http://svegliatitalia.blog.excite.it/, in questo blog tratterò sui temi del titolo.    Alla fine della trattazione analizzeremo i fatti accaduti in Italia e vedremo se la  la  cosiddetta “deriva democratica” è  in atto e  se  quale  vento  spira verso di noi: se un vento freddo del “nord democratico” o un vento caldo sahariano “libico”.

Analizziamo la voce Democrazia:  etimologicamente  significa governo del  popolo. Il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere. Il concetto di democrazia via via con il passare dei secoli ha assunto, nella sua esplicazione, diverse forme di applicazioni capaci di dare effettivamente al popolo il suo potere concreto. Perciò ora possiamo dire che la Democrazia ha due forme esplicazione: la Democrazia diretta e la Democrazia rappresentativa.

Nella Democrazia Diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell’antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell’agorà (piazza).

Nella democrazia indiretta il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento). L’Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum e l’iniziativa popolare.

Strumenti di questa democrazia diretta sono il referendum abrogativo e il referendum propositivo, che possono essere indetti da Parlamento e Governo o direttamente dai cittadini, tramite le petizioni  di firme. La Costituzione disciplina le materie che devono obbligatoriamente essere sottoposte al voto popolare. Fra queste: qualsiasi modifica alla Costituzione e l’introduzione di codici di leggi come quello civile e penale.

Le prime definizioni di democrazia risalgono all’antica Grecia.

Un esempio è il principio aristotelico che distingue fra tre forme pure e tre forme corrotte di governo: monarchia (governo del singolo), aristocrazia (governo dei migliori) e politía (governo di molti), esse secondo il filosofo rischiavano di degenerare rispettivamente in dispotismo, oligarchia (governo di un’élite), e democrazia (potere gestito dalla massa e succube della demagogia).

Sul moderno concetto di democrazia hanno avuto grossa influenza le idee illuministe le rivoluzioni del XIX°, in particolare la Rivoluzione Francese con il suo motto di libertàuguaglianza e fratellanza. Sia la carta costituzionale americana del 1787 che quella francese del 1791 vertevano sul principio della separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario). Il suffragio universale, il primato della costituzione e la separazione dei poteri sono le basi della democrazia rappresentativa.

Sulla separazione dei poteri ho già trattato vedasi in seguito: quì devo aggiungere che il Montesquieu aggiunse che, ove un potere riesce a sopraffare gli altri due si ha il DISPOTISMO.

Ora vediamo di analizzare il concetto di OLIGARCHIA.

L’oligarchia (dal greco “oligoi” (ὀλίγοι) = pochi e “archè” (ἀρχή) = potere, comando) è il sistema di governo di una minoranza, di un gruppo ristretto di persone ed è anche detto Governo di Pochi.

Nell’antica Grecia il termine oligarchia indicava principalmente il governo di una classe scelta in base al censo, invece che alla nascita, requisito essenziale del governo di matrice aristocratica.

Nella tradizione del pensiero filosofico greco, sistematizzata da Aristotele, l’oligarchia è una forma di governo “cattiva” non perché antidemocratica, ma perché quei pochi esercitano il potere indebitamente, o in quanto non ne hanno il diritto o in quanto lo fanno violando le leggi o, infine, in quanto lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità. Se, invece, i pochi che esercitano un potere lo fanno in maniera legittima e in vista dell’interesse generale, allora il loro governo è quello dei migliori, e cioè un’aristocrazia.  Secondo Aristotele l’oligarchia è dunque la degenerazione dell’aristocrazia.

Nei tempi moderni, nei Paesi occidentali non esistono GOVERNI OLIGARCHICI, ma in alcuni paesi dell’Oriente la Oligarchia si è trasformata in TEOCRAZIA.

Ora vediamo l’ultimo tema, ed è quello che ci sta più a cuore: la DITTATURA.

Voglio iniziare con le parole di un Padre della Patria: SANDRO PERTINI.

Così ha definito la linea di demarcazione fra DEMOCRAZIA e DITTATURA: << E’ meglio la peggiore delle democrazie che la migliore di tutte le dittature>>.

La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.

In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto e per lo più incontrastabile di chi o di un ristretto gruppo di persone detentore di un potere imposto con la forza. In questo senso la dittatura coincide spesso con l’autoritarismo e con il totalitarismo.

Dopo questa ampia disamina analizziamo gli avvenimenti di questi ultimi giorni avvenuti in Italia.

Il primo avvenimento da trattare,  che  ci richiama all’ammonimento di Montesquieu, è lo svuotamento del Potere Legislativo sottomesso al Potere Esecutivo.  E’ sotto gli occhi di tutti: il Governo, attraverso il suo capo, impone con il voto di fiducia, quindi senza dibattito,  l’approvazione di leggi non per il benessere comune, ma per l’interesse di pochi se non di uno. Il Parlamento ormai è senza potere, ma pieno di personaggi, per non essere severo, definirei ambigui, perchè i parlamentari sono sotto ricatto di colui che li ha candidati.

Poi l’attacco al potere Giudiziario è ormai all’epilogo: riforma del procedimento penale, l’obbligatorietà dell’azione penale delegata alla Polizia Giudiziaria alle dipendenze del Ministro dell’interno, sottoposizione del PM al potere esecutivo, smembramento del CSM, limitazione delle intercettazioni ambientali per tutelare non il cittadino nella sua privacy, ma la “casta ” dall’intreccio politica-malaffare e , per finire, riforma dei regolamenti Parlamentari per diminuire o eliminare l’opposizione in Parlamento. E’ in gestazione la riforma dell’Organo di autogoverno della Corte dei Conti, sempre per limitare il ruolo di accertamento di danni creati dalla collusione politica-malaffare: insomma sono molti i provvedimenti che andranno ad incidere sulla nostra Costituzione e sulla vita democratica e sociale degli individui che stabilmente od occasionalmente calcheranno il suolo del nostro territorio. Ma ci sono altri provvedimenti di legge che il governo sta imponendo all’approvazione del Parlamento e che ci allontaneranno dai Paesi Civili: l’obbligo dei medici di denunciare gli immigrati clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie nazionali per cure e l’introduzione di una tassa di soggiorno molto elevata per gli immigrati. Ma l’avvenimento che ha scatenato il mio sdegno e quello di tutte le altre forze democratiche del Paese è stato quello che ha riguardato la vicenda di Eluana Englaro. Come è noto vi è una sentenza della Suprema Corte, che io non critico, che aveva una sua logica. Ebbene, per eludere questa sentenza il Potere Esecutivo, attraverso il suo “capo”, vara un Decreto Legge violando il principio della separazione dei poteri  e la nostra Costituzione. Il primo attacco è stato sventato dal rifiuto di firma del Capo dello Stato, come prevede la Costituzione, e il figuro in epigrafe dichiara riferendosi alla Costituzione:

“E’ FILOSOVIETICA, VA CAMBIATA “

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E’ LA NOSTRA COSTITUZIONE NEL MIRINO

NESSUN DORMA

firmacostituzione2_img_articolo

CI STANNO GUARDANDO


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